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Lumi!

  LUMI! A sipario chiuso, entro da sin con gabbietta (su luci dalle prime quinte o ribalta) dico "L'uccellino, c'est moi, c'est moi" poggio gabbietta dico "Musica, prego!" parte aria "Se vuol ballare..." mimo ballettto, sul finale s'apre sipario entro (illuminato ritratto appeso sulla sin di JJ) e subito parte Lacrimosa e attacco "Oh mon Jean Jacques, oh numinoso fra tutti i lumi! A te, gran tradito rivolgo la mia prece: oh luce, parla con me! (Pausa) Dimmi che è vero: tutto è perduto! E non guardarmi così, ti prego!   Lo so, lo so lo so: che il teatro è un'istituzione civile e la sua   funzione dipende dal grado di moralità o di corruzione della società...tà,tà...tà,tà; lo so, che un padre, un figlio, un marito, un cittadino, hanno doveri tanto cari ai quali adempiere, che non resta loro il tempo di annoiarsi...arsi, arsi lo so, lo so, che nella società della diseguaglianza..anza,anza... sono lo sco...

KKMOI

KKMOI In scena sulla destra un tavolino con una candela simil maddalena de la tour. Seduta sul   lato corto, mano sotto mento, piano mi giro e appoggio testa su cuscino: dico Eccellentissimo Signor Consigliere della Corte di Cassazione! Scrivo a Lei poiché Lei da un certo punto di vista mi è il più prossimo, da un cert'altro punto di vista mi è non più prossimo di altre persone. Quando riceverà codeste righe io non sarò più. Se qualcuno dovesse domandargliene la ragione, allora Lei potrà dire un “c'era un volta una principessa che si chiamava Bella dell'Aurora...”, o qualcos'altro di simile, perché in tal modo io stesso risponderei caso mai avessi potuto aver la gioia di sopravvivermi. Se qualcuno dovesse domandargliene l'occasione, potrà dire che fu in occasione di quel grande incendio. Se qualcuno dovesse domandargliene l'epoca, potrà dire che fu in quel mese per me così strano che è luglio. Se qualcuno dovesse doma ndarle alcuna di questa cose, ...

Hero, diario di una cattocomunista

Hero, diario di una cattocomunista No. Non volevo dire questo. Si dice flusso di coscienza, basta mutare segno, un picciolo prefisso, e ci si ritrova un flusso d’incoscienza. Ma, non era questo che volevo dire. Primo ricordo: luce chiara dalla finestra filtrata dalla tenda, la tela svolazza, è bianca. Poi più niente, a lungo. Ma non volevo dire questo. Secondo ricordo: un sogno, l’incubo che mi svegliava ogni notte in lacrime; controluce rosso, un monte ascoso sullo sfondo, in cima la sagoma di un uomo con cilindro, si sfila il cappello e cadono sette teste sette. Ma non era questo che volevo dire. Lo so, lo so: andare avanti di questo passo si potrebbe raccontare una vita, fare un film fin troppo facile. Ma il bello è difficile, è come quando Ettore Maiorana distrugge la formula appena trovata e debitamente provata e riprovata, riveduta, confermata. Il bello è difficile e la filosofia non è per i giovani dice un povero Cristo di poeta, Ezra Pound, dilaniato ancora e ancora, pred...

Giovanna fra i Pazzi

GIOVANNA FRA I PAZZI L'EROINA CONTEMPORANEA Il palcoscenico è una scatola bianca, sei sipari in tutto: due grandi in fondo, due a destra e due a sinistra. Il pavimento com'è è. Giovanna entra al centro dal fondo, ha uno scolapasta in testa e una maglietta bianca simil camicia di forza insanguinata e allacciata all'incontré, da slacciare con la bocca. Giovanna parlerà sempre col pubblico. Giovanna (entrando): "Feriti e insanguinati" Cammina lenta e insieme incerta e sicura della destinazione, il centro del proscenio dove vede l'elmo e al vederlo, ormai ferma, chiede: Giovanna - "Di chi è quest'elmo?" Indi, non trovando risposta, si slaccia con la bocca la camicia di forza, se la sfila rimanendo nuda e chiede: Giovanna - "Le moyen age pour quoi faire?" Non trovando risposta ripete la domanda: Giovanna - "Le moyen age pour quoi faire?" Speculare all'elmo illuminato da subito, s'accende luce in te...